zanchina님의 프로필diario molto personale사진블로그리스트기타 도구 도움말

diario molto personale

riflessioni ad alta voce

My Custom Part

사진(1/7)
8월 26일

Ritorno

Dopo vari problemi  avuti con il PC sono finalmente riuscita a riprendere in mano il filo che mi legava a questo mio primo blog. Ne sono contenta sopratutto per i contenuti che qui vi ho lasciato e spero di poter ricomporre la trama di conoscenze/amicizie che questo spazio mi aveva aperto. Un saluto a tutti, proprio a tutti. E' come ritrovare un caro e vecchio amico.
12월 21일

Buone Feste!!!!


 

 

 

     BUONE FESTE

 

                         

         auguro a tutti

                    uno splendido Natale   

                 ed un 2007 eccezionale

12월 5일

Aiuto! Prigioniera del blog

Vi prego aiutatemi! Da più di un mese sono prigioniera del mio blog. Due fatti concomitanti hanno creato le sbarre della mia prigione: ho  fatto installare una centralina wireless ed è uscita la nuove versione di  Live Spaces.  Da allora fatico molto a penetrare MSN, riesco ad entrare nel mio blog solo attraverso Internet  e dopo il sign-in mi ritrovo in una difficile navigazione, posso visitare gli amici ma quanto a lasciare i miei saluti... impossibile, ecco il maledetto " Riprova"  a  frustrare i miei sforzi di comunicazione. MSN non è il solo programma che fa le bizze, anche EMule mi crea qualche difficoltà ma non più di tanto e del resto non è che lo adoperi molto. Ho contattato il Service di MSN che mi ha fornito alcune possibili soluzioni, peraltro dimostratesi inutili anche perchè, data la mia poca competenza in materia (sono autodidatta) non ho capito ancora adesso che cosa ha creato il problema. Indubbiamente la nuova versione di Live Spaces ha complicato la navigazione anche ad altri utenti, come ho sentito e visto, alcuni commenti ai miei post sono arrivati a ripetizione, ma il fatto di non poter accedere a MSN Hotmail , p.e., mi impedisce di chattare con amici e parenti come ero abituata a fare. Qualche utile suggerimento?
11월 22일

il Paradiso degli orchi

Rileggendo le cronache degli ultimi giorni, dove bullismo e violenza la fanno da padroni, penso che stiamo tornando ad un'epoca molto lontana, dove i bambini non godevano di nessuna considerazione e anche il cristianesimo, che pur permeava in modo quasi totale la vita e la politica del Medioevo, non aveva per essi riguardi o attenzioni. I bambini, ora, sono consumatori da consumare. Certo, la pedofilia è sempre esistita, in certe società persino tollerata, ma la protervia che gli adulti pedofili sfoderano in questa epoca, pretendendo diritti e piena legalità, fa il paio con l'eccessiva  "spettacolarizzazione" che i media propongono all'infanzia. Che segnali diamo ai bambini, cui vengono messi in mano dai genitori giochi elettronici di una violenza inaudita, se non che questa violenza è lecita e li riguarda direttamente? Che segnali diamo quando accettiamo piccoli "mostri di seduzione" negli spettacoli e nei giochi, se non che la loro sessualità è un bene che si può vendere e comperare? Persino la Barbie tanto innocua non è, proponendo un modello seduttivo che spinge anche bimbe piccole a ricercare un look da esibire, con acconciature, vestitini e quant'altro che non dovrebbero assolutamente  riguardare bimbe di 8/10 anni. Leggendo nella cronaca dei tanti episodi che coinvolgono i bambini, ci rendiamo conto che è difficile poter difendere l'infanzia,  perchè  spesso sono proprio le persone a loro più vicine, in famiglia o fra gli educatori, a insidiare la sensibilità dei piccoli. E parlo di sensibilità proprio perchè l'innocenza ormai non esiste più. Televisione, giornali, giochi, telefonini, quante sono le possibilità che i bambini mantengano l'innocenza dell'infanzia così come noi la concepiamo? Leggiamo di bambini rapiti (o peggio, ceduti consapevolmente) per trapianti d'organi, prostituzione, accattonaggio, servitù, lavori massacranti, e non solo nei Paesi del terzo Mondo ma anche il ricco Occidente è direttamente coinvolto in tali barbarie, sopratutto come consumatore. Dobbiamo fare qualcosa, a tutti i livelli. Perchè non cominciare a controllare meglio TV e giochi in vendita? Perchè non limitare l'uso dei telefonini? E, a tal proposito, mi domando se dopo i  vari filmati sulle "bravate" dei nostri giovani è stato loro limitato o meglio negato l'uso sconsiderato del mezzo . Impariamo a dire qualche no, a imporre divieti e non lasciamoli mai troppo soli, o veramente trasformeremo questa società nel Paradiso degli orchi (non me ne voglia Pennac per ave preso in prestito il titolo del suo libro).
11월 16일

Quasi pensionata..

La nuova finanziaria dovrebbe essere varata entro breve e, come previsto, ci costerà lacrime e sangue. Come previsto e come auspicato, direi, visto che l'allegra finanza di  Tremonti e C. ha creato il baratro e quel "fossato" va ricolmato al più presto se non vogliamo arrivare alla bancarotta. Tutti a dare addosso al Governo, quasi sempre per difendere un proprio orticello, ma arrivare a sentire come mi è successo non più di un quarto d'ora fa, al TG regionale Veneto, che viene richiesta la reintroduzione della scala mobile... A tutto c'è un limite, ma quanti limiti ci sono..?.. Stiamo a discutere sul possibile fallimento delle ferrovie Italiane e poco più di un anno fa stavamo discutendo sulla TAV in quel del Piemonte. Ma con che soldi si sarebbe dovuta fare? E se c'erano, dove sono finiti? E se non c'erano perchè stavamo a discutere?  E l'ignobile bagarre del Senato, dove ai senatori a vita è stato contestato il voto perchè non eletti ma nominati per meriti di lavoro e altro? Considerando che nemmeno noi abbiamo eletto i senatori, noi abbiamo votato il partito che ha "scelto" i candidati,  e di gente che non lavora (accusa rivolta appunto ai senatori a vita, perchè non sempre presenti) lì dentro purtroppo ce ne sono molti. Dicevo che ognuno di noi ha un orticello che vorrebbe salvaguardare dalle "ruspe" della finanziaria, anche io ho il mio naturalmente, ma sono più che disposta a capire le necessità del Paese. Infatti Draghi, nomen omen, ha oggi ribadito il concetto che l'eta della pensione deve essere "allungata", portata più avanti.
Ho quasi l'età per andare in pensione, mi mancano esattamente 13 mesi per arrivarci, contribuzione ridotta, poco più di 20 anni, quindi un futuro non certo sibaritico, e oggi, sola e non riuscendo a trovare un'occupazione stò vivendo con i sudati risparmi. Insomma anche lo spostamento di un anno per me non sarebbe certo una passeggiata, ma, ripeto, disponibile a fare anche un sacrificio se questo però portasse ad una correzione di rotta in questo Paese. Perchè non si approfitta della revisione della  legge elettorale da poco votata e a cui tutti ora, a destra come a sinistra, dichiarano di voler metter mano, per "snellire" quei due rami del Parlamento e rimandare a più consone occupazioni tanti "malefacenti" ? Dicendocela tutta, che io prenda in un prossimo (spero) futuro due euro di pensione per permettere alla Signora Gardini di andare a fare teatro con il solo bagaglio di un'ignoranza abissale ... No questo non mi va proprio giù, posso sempre andare io al suo posto, io almeno la Consob so co'è e quale compito ha (o dovrebbe almeno) avere.
10월 28일

Civiltà cristiana

 
Non nominare il nome di Dio invano!

 

Ordini dall´alto. «Il segretario della Difesa agisce ispirato da Dio. Non conosco nessuno che dimostri più patriottismo, energia e leadership. Rumsfeld prende la decisione che il Signore gli dice essere la migliore per il nostro Paese».

Peter Pace, Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti, Corriere della Sera 21 ottobre

 

10월 25일

Frammenti

In treno si conoscono tante persone. Anche un viaggio tutto sommato breve, Portogruaro-Milano, ti costringe ad una vicinanza che non può essere ignorata e che prima o poi deve sfociare nelle prime timide frasi generiche e banali. Ma a volte da queste situazioni si sviluppano  più apertamente simpatie quando non amicizie. Che forse non sono amicizie che avranno per forza un seguito ma che nello scompartimento, e per il tempo del viaggio, si dimostrano reali e sentite.
A me è capitato recentemente di poter parlare con una giovane, bella e timida, di vari argomenti: politica, situazione economica e sociale, storie personali ,e di trovare una sintonia, una simpatia, un piacere reciproco nello scoprirci "sorelle" che anche se non ci rivedremo  e parleremo mai più non potrò dimenticarla tanto facilmente. Anche per un altro, importantissimo motivo: al momento di salutarci Lana mi ha chiesto una penna, ha tolto un libretto dalla borsa, e, scusandosi per gli eventuali refusi dovuti al fatto che era stato stampato in Slovenia per motivi economici, mi ha scritto una dedica  e me lo ha regalato.
Un libro di poesie.
Io amo la poesia, come molti nei momenti cruciali della vita ne ho scritto anch'io, e quindi mi ha fatto molto piacere riceverla in dono, gratificata anche dal fatto che Lana ha ritenuto fossi in grado di apprezzarla. E sono belle poesie. Mi è stato spiegato che il libro viene venduto in occasione di manifestazioni a favore dei disabili, (un parente di Lana è un organizzatore di tali manifestazioni ed è uno degli ispiratori. L'associazione è la :BEN LEVA - No profit).
Un morsetto qua e là:
 
 

L’amore, tra me e me,

è così impalpabile, così sereno, così in sé,

come l’aria invisibile, tra la luna

del cielo

e la luna del fiume.

 

 

Si! Stai davanti a me.

Ma mi dimentico di te,

pensando a te-

 

 

 

Il mio cuore, si è tuffato in tali abissi

per colpa tua.

E per un falso senso di riguardo,

si è così smarrito.

Chè ormai non può più volerti bene,

anche se fossi perfetta.

Ma nemmeno di cessare d’amarti,

qualsiasi cosa tu volessi ancora inventare.

 

 

 

La nostalgia è come un’allergia,

fatta di profumi di ricordi e dissapori.

 

Comincia piano piano e poi ti prende la mano,

E corri, corri senza fine,

come nostalgia.

 

Che brutta malattia.

 

Svetlana Jacimovic "Lana"

10월 24일

Sanità e capitalismo

America, i poveri si curano in India

Cristiana Pulcinelli

 

Un tempo, chi doveva sottoporsi ad un intervento chirurgico complesso andava negli Stati Uniti. Oggi sembra che il flusso si stia invertendo: dagli Stati Uniti i pazienti vanno a operarsi verso i paesi a basso reddito, come l´India e la Tailandia. Naturalmente, si tratta dei cittadini americani meno abbienti, quelli che non possono permettersi i costi astronomici della sanità statunitense.Il fenomeno sta diventando eclatante. Tanto che la prestigiosa rivista medica «New England Journal of Medicine» ha dedicato al tema un lungo articolo sul numero uscito il 19 ottobre scorso dal significativo titolo «I nuovi rifugiati d´America».

Gli autori, i medici americani Arnold Milstein e Mark Smith, cominciano raccontando due storie emblematiche. La prima è quella di Howard Staab, un carpentiere di mezza età che lavora in proprio nella Carolina del Nord. Staab non ha un´assicurazione sanitaria, ma è sempre stato bene. Un brutto giorno però scopre di avere un serio problema cardiaco: un prolasso della valvola mitralica. Il medico non ha dubbi: bisogna operare. Staab si rivolge all´ospedale regionale più vicino che gli presenta un preventivo di 200.000 dollari, la metà dei quali vanno versati prima dell´operazione. Staab decide di vendere la casa, ma il figlio, uno studente di medicina, entra in contatto con Naresh Trehan, un chirurgo del cuore che, dopo aver studiato alla New York University, è tornato nel suo paese natale, l´India, a lavorare in un nuovo ospedale privato di Nuova Delhi. Il carpentiere decide di farsi operare dal medico indiano e parte. Il costo complessivo (ospedale e chirurgo) è di 6.700 dollari. Tutto va bene e Staab ora è tornato al suo lavoro e alla sua casa che non ha più dovuto vendere.

La seconda storia riguarda invece i lavoratori di una cartiera della Carolina del Nord. L´industria stava fallendo, ma gli operai decidono di fondare una cooperativa e rilevare l´impresa. I vecchi proprietari pagavano agli operai l´assicurazione sanitaria, ma la cooperativa non può permettersi costi così alti, così i soci un´idea: offrire incentivi fino a 10.000 dollari per chi, dovendo sottoporsi a operazioni complesse, sceglie di andare in India.

Quante altre storie come queste ci sono? Dati dagli Stati Uniti non ci sono. Però, India e Tailandia riportano un aumento nel numero di pazienti americani. All´Ospedale Bumrungrad di Bangkok, ad esempio, l´anno scorso sono stati ricoverati 55.000 statunitensi, il 30% in più degli anni precedenti. E la maggior parte non si è sottoposta a trattamenti estetici.

A produrre la fuga dei «nuovi rifugiati» è il sistema sanitario americano, basato sulle assicurazioni private. «Se la spesa per la sanità continua a crescere più rapidamente del Prodotto Interno Lordo - scrivono gli autori - la copertura assicurativa diventerà insostenibile per un numero sempre più alto di lavoratori. La percentuale di persone senza assicurazione sta aumentando rapidamente tra le famiglie a reddito medio che non ricevono i sussidi destinati ai più poveri».

 

Questo articolo mi sembra inquadrare bene il problema della sanità in un capitalismo estremizzato, che "consuma" tutto. Una buona notizia è che uno dei dirigenti della Enron è stato condannato a 24 anni, anche se i buoni pensione di molti americani si sono nel frattempo volatilizzati e anziani di 75 anni hanno dovuto rimettersi a cercare lavoro. Aspettiamo con trepidazione di sapere che fine farà il processo Parmalat, ma non è male ricordare che S.& P. aveva dato a quei bonds il rating "AAA". Vatti a fidare dei ratings!

10월 20일

Emozioni

Non so piangere. Da sempre. Quando una cosa mi fà veramente male mi si forma un groppo fra lo sterno e la gola e tutto si ferma lì. Rarissime le volte che il processo si è svolto in modo diverso e allora è un fiume di liquido salato che mi inonda le guance e la gola, quasi impossibile da frenare e, onestamente, anche imbarazzante. Perchè  le poche  occasioni in cui il pianto a dirotto (si dice così, vero?) mi ha sorpreso erano tutto sommato situazioni leggere e facilmente gestibili in altro modo, meno teatrale. Il fatto è che, figlia di genitori separati, affidata a caso a qualche parente volonteroso o alle suore del collegio, il mio pianto di bambina aveva ben poche occasioni di essere in qualche modo consolato e  così imparai presto a farne a meno. Per me, quindi, niente pianti liberatori, difficile farsi consolare quando non riesci a dimostrare tangibilmente la tua sofferenza, e anche quella sottile forma ricattatoria nei confronti del partner mi è sempre stata preclusa. Devo essere riuscita a piangere alla visione di qualche film particolarmente commovente, ricordo E.T. in lacrime con le mie figlie, ma solo se vedo piangere altri, da sola non mi viene.
Sono più facile alla rabbia, quella sorda, e in questo caso il groppo, enorme e anche doloroso mi prende più in basso, nello stomaco. E anche qui mi riesce difficile sfogarmi in qualche modo, la cosa può andare avanti giorni e si scioglie, molto molto lentamente, andando avanti a testa bassa, rimuginandoci sopra fino a quando non riesco  a decifrare  completamente ragioni e bersagli  su cui indirizzare la mia negatività.
Anche la gioia produce in me un effetto fisico, un tremore alle mani e un'irrequietezza delle gambe (si conferma il detto saltare dalla gioia, quindi) e la leggerezza dei gesti , il riso facile e la voglia di cantare  che  hanno accompagnato i momenti più belli e più felici della mia vita.
Non poche volte è stato il fisico a segnalarmi le emozioni che mi invadevano, quelle più sottili, difficili da riconoscere, quelle nascoste dal disagio e dalla paura di ammettere  la debolezza che  le generava, magari rifiutate razionalmente e quindi ancora più difficili da smaltire.
Ne scrivo perchè in questo periodo, particolarmente difficile per me e per alcuni amori della mia vita, vagolo da un'emozione all'altra, una genera l'altra, un groppo si aggroviglia all'altro, e non  riesco più nemmeno  a sciogliere i nodi dei lacci delle scarpe.!
10월 10일

Culture e globalità

Leggendo sull'Espresso uno scritto di Eco sulle finalità e il lavoro dell'associazione Transcultura,  e un commento relativo, postato sul sito, che considerava incolmabile l'abisso fra culture e vana la globalizzazione per superare lo scoglio dell'incomunicabilità, ho fatto tra me e me, alcune considerazioni.
Imparare, apprendere, è sempre stato considerato utile all'umano progresso e indubbiamente il processo cognitivo nasce da un bisogno, da una pressante necessità, ma quanto spesso è la curiosità il vero motore della ricerca e dello studio. Ed è proprio la curiosità  che mi ha spinto spesso a superare  il disagio e l'imbarazzo di fronte a persone e culture di cui conosco solo marginalmente sorgenti e sviluppi. Ricordo che da piccola, molto piccola, mi incantava sentire parlare un'altra lingua (peraltro abbastanza simile alla nostra, lo spagnolo) da una mia compagna di collegio, trovavo sorprendente capirne alcune parole e nello stesso tempo non riuscire a comprendere l'intera frase. Adoravo veder svolgere alcuni rituali familiari da israeliti nostri conoscenti, l'abbigliamento dei profughi eritrei e il loro cibo mi richiamavano alla mente la nostra storia coloniale (e il bisogno di approfondirne la conoscenza) e per ogni straniero che avvicinavo avevo questo bisogno, quasi morboso direi, di conoscerlo meglio non solo come persona ma leggerne abitudini e tradizioni, ascoltarne i convincimenti profondi e le idiosincrasie, ogni cosa che lo riguardava acuiva la mia insaziabile curiosità. Pensandoci, sono arrivata anche a chiedermi se questo mio modo di essere non fosse, in qualche modo, "inumano".  Ma ho constatato che la mia curiosità non mi allontanava dalla persona, le reazioni erano di  gradita sorpresa nel sentirsi porre domande e le risposte erano quasi sempre molto articolate e magari contenevano a loro volta delle domande, in un contesto di reciprocità che pareva soddisfare un forte bisogno di comunicazione e di accettazione.
Del resto, per chiunque non sia superficiale o grettamente chiuso al diverso, è facile scoprire le tante assonanze che l'essere umano, pur nella diversità di ambienti e situazioni, ha saputo mantenere. E anche le religioni, che siano i grandi monoteismi o le idolatrie più lontane dal nostro sentire, nascendo dallo stesso bisogno spirituale, ci uniscono più di quanto non vogliamo credere.
Perchè gli uomini non riescono a mantenere sempre viva la curiosità verso gli altri? Perchè il timore e il disprezzo prendono il posto del bisogno di capire, di apprendere, di condividere?
Perchè crescono, ora che la globalizzazione mette a contatto (e a confronto?) tante diversità, nascono gli integralismi e le chiusure, proprio quando più facile sarebbe l'approfondimento?
Non so rispondere, forse troppi gli argomenti da sviscerare, innumerevoli le possibilità di equivocare, e tanta la paura di esporsi e di esporre. E troppe le variabili, economiche e politiche sopratutto, che ci tengono distanti gli uni dagli altri.
Peccato, io vorrei sapere tutto di tutti, capire perchè, p.e. le religioni mediorientali danno tanta importanza ai capelli (ricordate Sansone?) e Islam ed ebraismo mantengono il tabù della capigliatura femminile (anche le donne ebree, sposate, devono coprire i capelli, anche se loro, pragmaticamente lo fanno con le parrucche, al giorno d'oggi quasi uguali ai veri capelli della donna) oppure capire il perchè di tanti tabù alimentari nelle varie parti del mondo, o il rapporto fra società civile e religione nelle varie epoche storiche e .... Insomma le mie curiosità sono tante e mi sembra inconcepibile che, senza sapere bene chi abbiamo di fronte, da dove viene e perchè, i suoi bisogni e i suoi sogni, sia come individuo che come rappresentante di una diversa società, giudichiamo e respingiamo in nome di una "purezza" di razza o di cultura che è più un'utopia che mera realtà.
Forse l'essere umano difetta di curiosità?
 
   
 

maria maddalena

관심 분야
Casalinga quasi in pensione, pigra e
curiosa.